Vento caldo. Non credevo di uscire oggi. Volevo un pomeriggio solo per me. Un pomeriggio dedicato a quelle parole che inutilmente cerco della mia testa ma che con difficoltà riesco a modellare.

Volevo star tranquilla dentro la mia maglietta fragola, nei miei morbidi pantaloni. Volevo star rannicchiata in me davanti a questa luce artificiale. Lasciare il mondo fuori e cullarmi nel mio torpore. Una telefonata. Soldi da riscuote e una madre con la quale accordarsi per la settimana a venire. “un caffè. Vuoi?” . No. Non volevo… ma meglio oggi che uscir domani…

Mi alzo dalla sedia. Prendo la mia crema per capelli. Guardo le mie punte e le massaggio lentamente con la cremosa pasta bianca. Aspetto un po’.. poi mi butto sotto l’acqua e la faccio scorrere inutilmente su di me. Desiderando di fluire via con lei. Non succede. Prendo l’olio di mandorle. Cerco l’asciugamano e mi metto di nuovo al computer… sono tentata .. vorrei andar in libreria gia che devo uscir e magari pure un gelato… mandorla e cioccolato fondente. Il tempo passa. Penso alla panna. Il tempo passa. È tardi. Ho i capelli ancora bagnati. Mi chiudo in bagno tolgo l’asciugamano e mi metto a testa in giù per passar sui capelli e la pelle ancora umida l’aria calda del phon. Scelgo gli slip, i pantaloni, la maglietta sono indecisa.. quella rosa allacciata dietro o la canotta arancio? Ho voglia di sentir il vento caldo sulla mia pelle. Scelgo una canotta rosa. Metto un reggiseno verde sotto, in fin dei conti il verde oliva e il rosa insieme mi piacciono. È tardi. Il tempo non aspetta. Fuori non c’è un vento caldo. È un aria fredda quella che questo 18 settembre mi regala. La maglietta è sbagliata, ancor di più il reggiseno. Tutto troppo sottile e dir che non sembrava… forse non lo era. È stato solo uno scherzo del vento che gelandomi la pelle ha regalato a chi passava più di quanto immaginassi..

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