Che occhi grandi hai. occhi di una luminosità incomparabile,

la fosforescenza presaga degli occhi dei lupi mannari. Il

verde gelido dei tuoi occhi immobilizza il mio viso riflesso.

Come ambra liquida verde, preserva al suo interno; mi prende;

ho paura di rimanerci intrappolata per sempre come le povere

piccole mosche e formiche che si bloccarono nella resina prima

che il mare coprisse il Baltico. Lui mi attira dentro quegli

occhi con la melodia di un richiamo. C’è un buco nero in mezzo

a tutti e due gli occhi; un fulcro immobile, guardarlo mi dà

le vertigini, come se potessi sprofondare.

Il tuo occhio verde agisce come un obbiettivo miniaturizzante.

Se ci guardo dentro abbastanza, diventerò piccola come la mia

immagine riflessa, fino ad essere nient’altro che un punto e

infine sparire. Sarò trascinata in quel vortice nero e

consumata da te. Diventerò tanto piccola che mi potrai tenere

in una delle tue gabbie di vimini e prenderti gioco della mia

libertà perduta. Ho visto la gabbia che stai intrecciando per

me, è molto graziosa, e d’ora in poi starò seduta li dentro

tra canti di uccelli, ma io sarò muta per farti un dispetto.

Il Re degli gnomi. Angela Carter

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