… Oggi sono incapace di tenere lontano il mio passato…

Non lo “rivivo”, ma… ma lui è in ogni incontro casuale…

“… come una perla in fondo al mare…

se non ci fosse lei…” è la canzone che fa da sotto fondo ad un corto che stanno passando in tv…

Ed io?..

Io mi ritrovo in quella stanza bianca illuminata dal sole parigino .. con i miei appunti tra le mani e loro, i miei amici, che ridono scherzano e si prendono in giro… io sorrido .. ma non li ascolto… certe canzoni hanno sempre un potere particolare.. mi sciolgono… non l’ho più quella cassetta di Bennato…. Lui il mio “odiato” L. se la tenne… io non volevo… ci tenevo troppo… adesso è con lui… ed adesso la riascolterei, forse.

Cercavo tra i miei libri una frase della Bachmann per stasera… ed accanto a lei… ho trovato il mio passato…

Raymond Carver e Anna Achamatova…

Ricordo quel pomeriggio. Un pranzo a mensa… uno stare così vicini da respirare l’emozioni dell’altro… di corsa verso casa sua… entriamo silenziosamente in cucina… mi lascia sola con i suoi quattro amici. Mi sento imbarazzata per la mia felicità.. per il sorriso delle mie labbra… Mi sorridono… e si allontano velocemente.. C. torna. Ha due libri in mano … “Di cosa parliamo quando parliamo d’amore”… Carver…

– é per te.. dovrai legger un suo racconto, uno solo, prima di addormentarti…

Poi si sedette di fronte a me con le poesie dell’Achmatova e mi lesse:

Strinsi le mani sotto il velo oscuro…

“Perché oggi sei pallida?”

Perché d’agra tristezza

l’ho abbeverato fino ad ubriacarlo.

Come dimenticare? Uscì vacillando,

sulla bocca una smorfia di dolore…

Corsi senza sfiorare la ringhiera,

corsi dietro di lui fino al portone.

Soffocando, gridai: “È stato tutto

uno scherzo. Muoio se te ne vai”.

Lui sorrise calmo, crudele

e mi disse: “Non startene al vento”.

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