Forse non ci siamo mai capiti davvero.

Forse tu in quei momenti parlavi a me una lingua incomprensibile.

Forse pensavi cose che io non capivo.

Forse, semplicemente, non volevi che io le capissi.

I tuoi occhi, però non mentivano.

Io, che da sempre convinta che mi piacessero occhi nocciola e capelli neri… morivo dietro l’azzurro dei tuoi… perfino biondo.

Ho ripensato infinite volte ai tuoi inviti, alle tue parole, ai tuoi sguardi. Sguardi indecenti. Senza dubbio.

Ho ripreso infinite volte quelle tue parole a me dedicate nella speranza di comprendere.

Odiavo il tuo misto di dolcezza al tuo esser spesso scostante, duro.

Duro prima con te stesso. Mai con me però.

Come sempre quella strana dolcezza, quella complicità di sguardi.

Come sempre però un ambiguità. Un non volersi scoprire.

Le tue parole come un puzzle si alternano nella mia testa.

Inviti sibillini.

Poesie intense.

“Stai tranquilla.. va tutto bene”

“Non voglio rinunciare a te. Sei troppo importante per me”

L’invito a l’elba a casa tua.

La tua voce al telefono.

I tuoi libri per me.

E poi?…

E poi quel tuo lato oscuro…

Quel tuo parlare per metafore incomprensibili.

Il tuo dirmi

“Se desidero una cosa… la prendo, a costo di far male…”

Non l’ho mai capita.

Non ho mai capito… forse non ho mai capito te… forse perche te non volevi farti capire…

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