Ieri sera mentre attraversavo le ridenti stradine della “mia” amata città medievale immersa nella ricchezza e nello favillio delle luci, ricevo una telefonata. Mio fratello. Mi chiede se posso fargli un favore. UN favore. Mai mi rifiuto per un favore.

“Dimmi”…

“Domani mattina dovresti andare alla fetrinelli, c’è Militello, ha tre libri per me.”

“D’accordo. Fammi sapere da che ora lo trovo.”

Nel giro di poche ore mi ritrovo il favore cosi strutturato:

Vorrei anche 2 libri, per domenica, firmati dalla tua amica scrittrice,

22 buste da lettera 20 x 15,

e carta da regalo che non sia rossa (sotto natale la carta da regali E’ rossa)magari gialla o nera…

questo ha significato per me:

contattare la mia amica che mi ha detto che l’avrei potuta incontrare solo intorno alle dieci alla pausa caffe sul lavoro, andare prima a comprare i libri nella libreria (= fila), raggiungerla…poi andare a comprare la carta e le buste .. il negozio in questione in questo periodo è gremito come un formicaio, fare la fila e scoprire che non avevano niente di quello che cercavo.. andare in altrove negozio discretamente pieno di gente e acquistare le buste.. rinuncio a vedere un’altra mia amica (impegno preso da due giorni) per poi dirigermi dall’altra parte del ponte entrare alla feltrinelli e scoprire che Militello se n’era andato dopo nemmeno un’ora … ora uno va a firmare le sue copie in una libreria e ci sta 50 minuti?…

va beh.. acquisto i libri che mi aveva lasciato (non compro i libri che dovevo regalare IO e quindi domani mattina mi ritocca inoltralmi nel macello prenatalizio che detesto) e mi avvio alla Upim in cerca della carta NONrossa…. la trovo.. esco … tanta fame, ma in ritardo quindi non mi fermo in nessun luogo appetibile… e me ne torno a casa… musi lunghi dei miei per il mio ritardo (du’palle), odio mangiare con una (mia madre) che sbuffa perchè ti vuol togliere piatto e tovaglia .. non mangio, alla fine, ma ingurgito un pezzetto di castagnaccio.. mi infilo sotto la doccia… mio padre sbuffa perchè si son fatte le 13.50 (io ho messo piede in casa alle 13.10.. mi sono spogliata seduta a tavola, ingurgitato castagnaccio e infilòta nella doccia) e alle 14.15 dobbiamo esser gia in movimento con la macchina … io esco dalla doccia mi provo ad asciugare i capelli. mio padre mi avverte che mi aspetta giù. i capelli restano bagnati. Mi infilo i pantaloni. La prima maglietta. Giacca. Esco.

Il medico ha più di un’ora di ritardo.

Alle 17 sono a casa.

Mi siedo. mi rilasso. Arriva mio fratello.

“perchè non sei andata subito da Militello?!”

Io ho contato fino a dieci ma non mi è ancora passata…

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