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Vi ho letto.. Ho letto tutto quello che mi avete scritto…

Vi ascolto, vi aspetto, vi leggo con avidità.

Non resisto mai a rispondervi, non resisto a non venirvi a leggere.. è più forte di me, ormai.

Oggi forse non riuscirò a passare…

Sono in uno stato d’animo che intristerebbe i vostri “luoghi”…

O forse si, forse passerò, vi leggerò lasciandovi solo una riga fugace…

Per poi tornare da voi con la serenità che vi meritate.

Oggi ho un dolore nel petto, una rabbia che mi esplode.

Sono grande. Dovrei saper gestire le mie emozioni.

Dovrei aver imparato a prender le distanze da quella donna che mi ha messo al mondo. Quella donna che dovrebbe rappresentare per me il simbolo assoluto della dolcezza, dell’amore: mia madre.

Invece è solo rancore. Lei è solo rabbia. Lei è solo durezza. Egocentrismo. Gelosia. Vittimismo.

Una donna che sa perdonare i morti, ma non i vivi.

Una donna che ha perdonato sua madre perchè le ha lasciato una casa.

Ma odia suo marito perchè non ce l’ha fatta a mantenere.

Perchè non è riuscito a non venderla (per motivi che non mi va di dire).

Ma sua madre l’ha perdonata.

ha perdonato quella donna che desiderava un maschio.

Quella donna che voleva più bene alle sue sorelle che a lei.

Quella donna che a me dava della bastarda.

Quella donna che mi diceva che miop fratello era più bello di me.

Quella donna che faceva solo i regali a lui.

Quella donna che a me diceva “quando muoio ti vengo a tirare i piedi di notte”

Quella donna che mi puntò un coltello alla gola una bella sera d’estate.

Mia nonna.

Questa donna si perdona. Di questa donna ci si deve dimenticare tutto. Questa donna ha lavorato tanto per lasciarci una casa che mio padre ha finito.

Mio padre è un uomo da odiare.

Mio padre non ha fatto soldi. Anzi.

Questa donna è mia madre.

Certo ha sofferto, nessuno nega e non riconosce la sua infanzia con sua madre. Certo.

Io non ho mai chiesto molto a mia madre.

Le ho solo chiesto di essere mia madre. Di esserlo con me.

Le ho solo chiesto di darmi amore, lei ha solo saputo regalarmi rancore ed odio.

Caspico la sua sofferenza, ma questa non può esser il mio inferno quotidiano.

Una persona che ha sofferto, una figlia che ha sofferto tanto non dovrebbe amare di più i suoi figli?

Non dovrebbe non far vivere a loro la sofferenza da lei vissuta?

Devo pensare che anch’io farò scontare ai miei figli quello che lei ha fatto scontare a me?…

Se lei è il mio modello femminile io sarò come lei?…

è per questo che ho sempre odiato io mio corpo? Per l’assurda somiglianza con il suo?

Odio il mio viso perchè simile al suo?

Odio lui perchè mi ricorda lei?

Perchè mi fa temere di esser come lei anche dentro oltre che fuori?…

Ecco perchè, forse, oggi non riuscirò a darvi niente.

Oggi ho il cuore duro.

Ma se un raggio di sole lo scioglierà, leggerò le vostre parole per me.

Quelle parole per il collezionista e vi risponderò.

Se non sarà ora, sarà sicuramente presto.

Vi abbraccio…

E portate pazienza per questa zoe dolorante, presto sorriderà, sorriderà di nuovo e vi annoierà con la sua confusaconfusione senza lacrime salate…

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