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Bella giornata. Sole.

Giorni strani questi.

Giorni che non mi fa voglia di parlare.

Solo confusione e solo voglia di stare dentro di me.

Da sola.

Ho preso il treno per perdermi nelle librerie della città del collezionista.

Speravo di vederlo, ma non sapevo. Tre giorni di silenzio.

Sono salita sul treno aprendo le pagine del mio nuovo romanzo francese.

Il sole fuori.

Adoro il treno.

Mi siedo e guardando fuori … mi perdo dentro di me.

L’umore pessimo.

Sotto terra…

Questa città l’ho vissuta in un momento difficile e tornarci mi ha fatto tristezza.

E per questo devo tornarci ancora. Non voglio associarla solo alla mia tristezza.

Persa negli scafali dei tascabili uno squillo. Era lui.

È venuto a prendermi e mi ha portato a spasso. A spasso per le altre librerie. Mi ha offerto il pranzo e … e nient’altro. Niente parole. Niente baci. Niente altro (o quasi).

Riso e scherzato.

Mi sento cosi strana…

Continua a non piacermi fisicamente… lo trovo troppo più grande, delle volte lo trovo pure “odioso”, “stupido”…

Ma… ma mi fa simpatia e qualcos’altro…

Non lo so cosa…

So che mi piace sentirlo.. passarci dei momenti insieme… c’è qualcosa che mi tiene a lui…

Oggi per tutto il tempo non ho fatto che guardare le sue mani…

Di solito non sono proprio sotto i miei occhi… sono grandi, molto…

Mi sento strana. Incoerente. Combattuta. Confusa…

Talmente confusa che mi sono comprata un libro di Gray “Marte e venere si corteggiano” …. A che livelli mi sono ridotta…

Ma come mi ha scritto la mia amica, la matta, come dice Ruskin, i libri si possono dividere in due categorie: quelli dell”ora” e quelli “di sempre”.

Questo è quello dell”ora”…

Almeno spero .. ehehhe

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