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Combattuta tra scarpe con tacco e ciabattine ultra piatte

Persa tra tenere parole di un tenero regalo inaspettato

Ferita da parole indifferenti di un sms

Con una frangia ormai troppo lunga osservo i miei capelli, indecisa se tagliarli o lasciarli crescere come loro desiderano.

Con capelli troppo lunghi mi guardo allo specchio con indosso i miei abiti di sempre.

Abitini e magliettine da me sempre amate che adesso non riconosco più sul mio corpo.

Un corpo dimagrito da un inutile dieta per intolleranze alimentari.

Inutile dieta che non ha placato nemmeno per sbaglio le mie intollerabili emicranie.

Intollerabili emicranie a qualsiasi analgesico anestetico anestetizzante.

Non anestetizzato il mio sguardo sul mio corpo, che nonostante l’ago della bilancia, non vedo diverso da prima.

Un corpo che continuo a vivere con conflitto incomprensibile.

Come incomprensibile è l’immagine che vedo di me riflessa.

Riflessa nei miei occhi.

Occhi che non comprendo.

Non comprendo me stessa come non comprendo quello che mi sfiora e trapassa.

Mi trapassa un inesistente voglia uscire, di fare, parlare…

Parlare di quello che sento

Ma non so cosa sento

Sento che una parte di me si appesantisce di paure e morale

L’altra si alleggerisce ad ogni peccaminoso pensiero.

Solo voglia di ridere.

Ridere come riesce a farmi ridere chi mi fa lunghe telefonate senza recriminare.

Centellinare

Che con strane premure mi cerca ma non mi prende perché si fa problemi.

Problemi per me

Problemi miei saranno le lacrime che verserò se .. se…

Se.. se potessi vorrei abiti leggeri e bianchi

Se potessi vorrei che …

Che qualcuno mi venisse a prendere con la sua macchina …

Che mi portasse in un piccolo paese.

Un paese fatto di case bianche,

di scale,

di scogli,

di sabbia,

di mare,

di sole,

di vento.

Vorrei …

Vorrei esser presa per quello che sono adesso,

senza aspettarsi da me niente

esser presa giorno per giorno

e veder quello che succede…

tutto qui.

Ma senza perdere mai il sorriso.

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