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II.

Le vacanze di Chiara erano volate lasciandole addosso euforia e ricordi. Da giorni pensava a Mattia, senza lasciar spazio ad altro dentro di lei. Si ritrovava, spesso, imbambolata e sognante. Traboccante di emozioni per lui e non solo.
Mattia le era restato sulla pelle, dentro la testa e il corpo. Non riusciva a non pensarlo e a desiderarlo. La sua mente percorreva, con una certa e piacevole ossessione, i giorni passati con lui. Giorni dove Chiara aveva conosciuto e assaporato l’essenza più fisica e materiale di quel ragazzo. E ora, sola a casa, seduta sulla poltrona di camera sua, con un libro aperto, sentiva dentro di sé la voglia di giocare, di andare oltre. Aveva voglia di stupire Mattia. La malizia di Chiara era sempre deliziosa, mai volgare, ma spesso rasentava l’indecenza del suo sembrare così tanto brava bambina agli occhi di chi la conosceva ben poco.
In un attimo l’idea e il gioco si fusero in lei. Chiara sentiva di desiderarlo, aveva voglia di lui. Desiderava i suoi baci le sue mani le sue labbra e non solo. Non riusciva a non pensarlo senza sentirsi percorrere dal desiderio per tutto il corpo. Si morse il labbro, quasi a farsi male. Sicura di esser sola in casa, appoggiò il libro per terra, fece un respiro, e chiuse gli occhi. Adesso non era più sola sulla sua poltrona, era di nuovo con Mattia, tra le sue braccia, nuda, pelle a pelle con lui. Con gli occhi chiusi, lasciò scivolare la sua mano sulla sua pelle, scese piano, prima timorosa, poi decisa, cercando di assecondare, il suo corpo. Desiderava non rovinare quel momento. Voleva assaporarlo lenta, viverlo attimo per attimo e registrare ogni sua sensazione e movimento. Desiderava non perdere un attimo di sé. Fissarlo nella sua mente per poi regalarlo a Mattia. Era il suo dono per lui.
Le sue lunghe dita erano, da molto, esperte su di lei. Chiara si conosceva bene. Conosceva il proprio corpo, pelle e vibrazioni. Conosceva un’arte antica che nessuno le aveva mai insegnato. Quel semplice e lieve, quanto mai banale, movimento, che, accompagnato da ricordi, sensazioni vissute e fantasie, la facevano vibrare.
Il sorriso le illuminò il volto, nell’attimo stesso in cui il suo corpo veniva attraversato dal suo piacere.
Raggiante e felice, senza alcuna esitazione, chiamò Mattia. Appena Chiara sentì la sua voce, un lieve rossore le attraversò il volto, ma senza rendersene conto, forse per la paura del ritorno a casa dei suoi, non esitò a raccontargli tutto d’un fiato quello che lei aveva appena fatto con le sue dita, pensando a lui e ai momenti passati insieme.
Mattia, però, non fece in tempo a rendersi bene conto di niente. In un attimo si ritrovò con la sua fidanzatina al telefono, fibrillante ed entusiasta di averlo pensato e desiderato, nello stesso istante la sua testa si ritrovò subito tra le pieghe di lenzuola sfatte, lunghe docce e davanti a Chiara seduta a pensarlo, sfiorarsi e…
In un attimo il suo corpo, da adolescente vivo, rispose a tutto ciò in modo naturale ma alquanto imbarazzante per chiunque si fosse trovato, come lui, nel bel mezzo del mercato rionale con la propria madre, a sceglier pomodori e mele, che, con fare indagatorio, insisteva nel chiedergli se andasse tutto bene…

(continua…)

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