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V.

Portishead nell’aria, il caldo sulla pelle e Nina vagava annoiata tra l’indecifrabile numero di amici alla sua festa d’addio all’estate. Tutti cercavano le sue attenzioni, tutti avrebbero desiderato ballare con lei, solo per stringerla a sé, per annusare il suo corpo. Nina non aveva nessun problema a ballare stretta a chiunque glielo chiedesse, adorava sentire come i ragazzi la stringevano. Le faceva ribollire il sangue. Si divertiva sia con i più belli che con i più bruttini, gli sfigati. I belli la eccitavano. Erano sempre così sicuri di sé, non le davano mai il tempo di pensare, gli altri; gli sfigati la bramavano, Nina adorava sentirsi desiderata, e il loro desiderio premuto su di lei non la imbarazzava come avrebbe fatto con ogni ragazza per bene, ma la rendeva ancora più sicura di sé. Quella sera, Nina, però, non c’èra per nessuno. Si muoveva sinuosa tra la folla in cerca di qualcosa o qualcuno con in mano un bicchier di vino bianco e un cd. Il gruppo da lei scelto stava suonando da ore la musica che lei aveva scelto con attenzione al limite della pedanteria. Insofferente, si diresse verso il parcheggio. Mattia e Chiara erano in macchina da ore, come al solito, se ne fregavano di tutti e tutte e pensavano solo alle loro voglie. Questo Nina non lo sopportava. Non accettava che nessuno si dimenticasse di lei. Da lontano intravide Chiara che si stava aggiustando abito e capelli, svelta andò verso il Dj. e gli chiese di mettere il cd, che lei teneva fra le dita.
Chiara, per mano a Mattia, arrivò dal cancello principale e sorridente pensò alla sua Nina che aveva aspettato lei a far metter il suo cd preferito: Il primo regalo che aveva ricevuto da Mattia.
Mattia non poté non notare Nina. Era splendida. Luminosa, irradiava luce. Quella ragazza aveva una forza, un qualcosa che sovrastava la sua bellezza. Non aveva niente in comune con le sue coetanee e tanto meno con la esile Chiara. Stasera, poi, Nina superava sé stessa. Abbronzata, capelli neri sciolti, una camicia di bianca seta sottilissima, una minigonna indecente e tacchi altissimi. Mattia si rendeva conto di non riuscire a toglierle gli occhi di dosso. Era quello che Nina voleva. Con un sorriso aperto, disse qualcosa a Luca il ragazzo che le stava passando accanto in quel momento. Luca si avvicinò svelto, con Nina, a Chiara e le disse “Questa sera non puoi non ballare con me, domani torno a casa”, Chiara sorrise a Mattia, lo baciò sulle labbra e lo lasciò in custodia di Nina.
Nina sapeva di non poter contare su molto tempo. Senza dir parola, senza un attimo di esitazione prese, a sua volta, per mano Mattia, mentre nell’aria suonava 2 Wicky. Mattia non oppose resistenza, si sentiva attratto inspiegabilmente. Non si capacitava di quello che gli stava succedendo. A lui Nina non era mai piaciuta e tanto si era mai sentito attratto da lei. Ora, davanti alla sua schiena che si faceva strada, tra la gente, altezzosa, si sentiva terribilmente eccitato. Desiderava quel corpo come l’unico oggetto sulla terra.
Voltato l’angolo della villa, nel buio più totale, Mattia si sentì spingere da Nina contro il muro e, prima di capire, si ritrovò la lingua di lei tra le labbra e il suo corpo strusciarsi sul suo ventre. Nina bruciava. Lui non riusciva a capire più niente, non pensava che alle carni di lei tra le sue mani. A quelle cosce e che lo stava avvolgendo. Mattia girò Nina contro il muro le tolse con forza gli slip e la prese così, con passione irruente.
Nina lo baciò ancora, si abbassò, raccolse gli slip e baciandolo di nuovo glieli infilò in mano. Con passo veloce, la ragazza, raggiunse Luca e prima di abbandonare la sua festa baciò Chiara, appassionatamente davanti a tutti.

(Continua…)

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