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XI.



Le piaceva passare il suo tempo con lui, Luca, l’ex compagno di scuola di Mattia. Era, oltre che molto bello, particolarmente intelligente e questo attraeva Nina. Con lui non si annoiava, nemmeno a passare un intero pomeriggio su un prato a far nulla. Iniziavano a parlare, scherzare e il tempo volava. Con lui parlava di tutto, ma in particolare le andava metterlo al corrente delle sue storie di sesso. La divertiva e nello stesso tempo la stuzzicava.
Adesso, nel suo salotto stava pensando a cosa raccontargli. Non riusciva a decidersi. Lui sapeva già di quello che aveva fatto con Clara e Mattia, sapeva dell’uscita con il suo relatore e delle altre cose non aveva voglia di parlarne, ma aveva voglia di stuzzicarlo. In fin dei conti lei era così, aveva necessità di prendersi tutto quello che la vita le presentava e Luca, da giorni, le girava nella testa. Spesso da sola, nella propria intimità aveva pensato a lui, forse non solo perché bello e intelligente ma anche perché gay, o bisex, questo non le era mai stato del tutto chiaro.
Nina si sentiva desiderata, era consapevole di questo e non cercava conferme ma la completezza e complessità di Luca non riusciva a togliersela dalla testa. Desiderava conoscere Luca su di lei. Conoscere come l’avrebbe toccata, baciata e presa.
E sapeva, anche, come un corpo fosse un corpo nonostante l’anima che lo possedeva, ma soprattutto vedeva come lui la guardava. Questo le dava la presunzione che, se stimolato, Luca non si sarebbe tirato indietro. Così mise su un po’ di musica, riempii il suo bicchiere e si sdraiò sul divano proprio sulle gambe di lui. Con il suo solito modo di fare annoiato iniziò a chiedergli le sue fantasie perché se voleva, lei, aveva voglia di metter in atto le proprie. Lui le sorrise, prima basito poi, subito dopo, complice con l’indice iniziò a percorrerle il naso, le labbra, il collo e si soffermò sul tessuto del balconcino, insistentemente. Nina lo lasciò fare, mentre, con voce pacata, gli raccontava che la sera prima, sola tra le sue lenzuola, si era sfiorata pensando a lui, senza omettere nessun particolare.
Lui le fece capire, prendendole la mano e appoggiandola sul suo pube, che la cosa non lo stava affatto lasciando indifferente e non era intenzione di Nina attendere troppo, temeva che potesse esser rischioso. Temeva che a lui passasse la voglia. Si sfilò gli slip, si alzò dal divano, sbottonò i pantaloni di lui e gli si sedette sopra e in attesa che lui facesse la prima mossa, continuò a spogliarsi, lasciando a lui la scelta di toglierle anche il reggiseno. Luca non tardò, non aveva mai desiderato prima una donna così tanto, e in quel momento gli sembrava esser l’unica cosa mai desiderata prima. E la baciò. Brutalmente la girò, appoggio al muro e la prese da dietro con le mani sui suoi seni. Fu, per entrambi, un orgasmo violento e inaspettato.
Nina esausta si sdraiò per terra vicino a lui. Lui la baciò di nuovo prima di scendere lento a baciarle i seni. La guardò, le sorrise, e con voce volutamente effeminata le disse che aveva un seno favoloso.
Scoppiarono a ridere.


(continua…)
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