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XVI.


Clara si era fatta bella per incontrare per la seconda volta Nina. Dalla sera nel privè non si erano più viste, ma lei aveva continuato a pensarla. Non solo per il piacere fisico che le aveva fatto provare, ma per altro che nemmeno lei sapeva spiegare. Si sentiva attratta da quella ragazza. Più volte, la notte, sola tra le sue lenzuola e non solo, aveva ripensato a lei, alle sue carezze e ai suoi baci. E adesso Nina l’aveva, finalmente, cercata. Clara, per l’occasione, aveva deciso di indossare la sua gonna preferita, le scarpe chiuse con un po’ di tacco e la camicetta che tanto le donava, si era tirata su i capelli e messa del rossetto, nella speranza di non deludere le aspettative di Nina.
L’autobus la fece ritardare e appena arrivata nella piazza, vicino alla fontana, dove avevano appuntamento, il viso le si oscurò con un velo di delusione. Nina era splendida, aveva indosso una gonna di lino nero al ginocchio, un top rosso e delle ciabattine di corda con zeppa così alte da render lo stacco di coscia ancora più lungo: ma non era sola. Con lei c’era un ragazzo molto bello, dal profilo orientale, i capelli neri corti, un filo di barba e gli occhi scuri quasi a ricordarle un graffito egizio. Sembravano molto intimi. Ne era delusa, Clara. Aveva sperato e immaginato per tutta la mattina di passar del tempo con lei, di conoscerla meglio, di ascoltarla raccontarsi e magari … Un attimo di gelosia l’attraversò, si morse il labbro e si diresse verso di loro con il sorriso. Nina fece le presentazioni e suggerì di andar nella caffetteria che più le piaceva.
Nina si era accorta della ritrosia di Clara, non era sicura che fosse un impeto di gelosia, ma non l’avrebbe nemmeno escluso; e la cosa non le dispiaceva affatto. Decise di continuare a far la smorfiosetta con Mohammed e di coinvolgere, sempre di più, Clara. Ordinarono al tavolo, nella sala interna. Clara una cioccolata calda, Mohammed un caffè amaro e Nina si ritrovò un attimo indecisa, falsamente, “cioccolato o thè?”, poi guardò Clara e le chiese se nel caso poteva assaggiar la sua, così ordinò un the bianco.



(continua…)

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