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XVII.


Nina era a suo agio, Clara la stuzzicava, forse per le cose che Mattia le aveva confidato; non riusciva a comprendere se la ragazza fingesse o no. Si chiedeva come fosse possibile che si ostinasse a restar vergine, sempre che lo fosse davvero, quando poi si offriva a giochetti molto più particolari. La trovava complicata. Mattia era bravo a conoscer le persone, ma era convinto che Clara lui non la conoscesse. Forse perché amici particolari da troppo tempo, forse perché segretamente innamorato di lei, di questo Nina ne era certissima, forse perché troppo preso dal mantenere la storia con Chiara, quando si divertiva a fare l’imbecille in giro. Nina non giudicava la continua ricerca di Mattia di situazioni ambigue, anzi, ma lo trovava irritante quando era presente Chiara. Chiara per Nina era ormai un’amica lontana, le voleva si bene, ma dall’Erasmus, le cose fra di loro eran cambiate. Chiara era cambiata e Nina non la sentiva più. Non aveva più con lei l’intesa del liceo, che tanto le contraddistingueva e le rendeva così vicine. Avrebbe voluto prendersela con Mattia, ritener lui responsabile di questo allontanamento, ma in realtà, alla fine non ci credeva e non aveva voglia di perdersi in queste dinamiche, le bastava esser lì con Clara sapendo che poteva trarne più piacere e leggerezza che dalle dinamiche quasi perverse di loro due.
Clara guardava Mohamed che sembrava non riuscir a star accanto a Nina senza toglierle gli occhi e le mani di dosso. Nina le sembrava felice di tutte quelle attenzioni, ma nello stesso tempo sentiva su di sé i suoi occhi. Sentiva lo sguardo di lei che non la perdeva d’occhio, nemmeno quando lui le baciava o mordicchiava l’orecchio o accarezzava il seno. Come se Nina volesse renderla partecipe, ma non ne era così sicura. Sapeva solo che si sentiva preda di quella donna.
Imbarazzata, Clara continuava a girare il cucchiaino nella cioccolata, mentre Mohamed, probabilmente aveva la sua mano nascosta tra le gambe di Nina. Nina le sfiorò il braccio, prese il cucchiaino di lei e assaggiò la cioccolata fissandola dritta negli occhi, mentre con un piede iniziò ad accarezzarle prima la caviglia, poi, la curva del polpaccio fino all’interno coscia. Clara arrossì e abbassò lo sguardo, mai si era sentita così imbarazzata. Mai aveva avuto reazioni di questo tipo. Clara non era mai stata timida negli ultimi anni. Nina le era entrata dentro più di quanto si aspettasse.
Nina si fermò, le sorrise, e tornò sul suo the prima di inventarsi una scusa e andare in bagno, accarezzando, da dietro, con la punta delle dita, il collo di Clara. Mohamed non tardò a seguire Nina, dopo essersi scusato con lei.
Sola al tavolino, Clara, non riusciva a decifrare il comportamento di Nina, senza l’imbarazzo o meglio il coinvolgimento, avrebbe tradotto con sicurezza quel gesto come un invito esplicito a seguirla. E così fece. Entrò nel bagno delle donne e senti Nina ridere. la vide appoggiata al muro dell’unico bagno con la porta ancora aperta. Mohamed le stava baciando il collo e accarezzando le cosce sotto la gonna, Nina le sorrise e con un dito la invitò a farsi avanti. Poi le ordinò di chiudere a chiave la porta. Il bagno era splendido come la Caffetteria prometteva. Pulito, con un enorme specchio a parete e un ripiano per il lavandino. Clara non sapeva che fare. Mohamed stava per prendere Nina così, al muro, e lei continuava a fissarla. Con voce ansimante Nina le disse: “Su, tesoro, non farti pregare… Dai, fallo per me, accarezzati …” Clara si sentiva pervadere da quelle parole, da quella voce ansimante di piacere, si sfilò gli slip, si sedette sul ripiano del lavandino e iniziò ad accarezzarsi guardando fissa negli occhi Nina.
Nina si staccò da Mohamed e si avvicinò a Clara, iniziò a baciarle prima il collo e poi ad accarezzarla fino a farla gemere di piacere.
Sorridente le si avvicinò all’orecchio e le sussurrò “Bravissima… non credere che sia finita qui!”. Si rassettò e, con calma, si diresse fiera a pagare il conto.


(continua…)

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