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XIX.




La stanza era in penombra, e come Clara temeva, nel letto c’era Mohamed addormentato completamente nudo. Nina prima le disse di non far rumore e avvicinarsi al corpo di lui, poi le ordinò di accarezzarlo piano tra le gambe. Clara si inginocchiò di lato al letto e iniziò a sfiorargli il sesso, mentre Nina stava accompagnando il suo gesto e il risveglio di lui con un bacio. Mohamed sorrise, prima, poi baciò con passione Nina, senza degnare di uno sguardo Clara.
Clara stava per sentirsi rifiutata, quando sentì la sua mano accarezzarle i capelli e sussurrargli un dolce buongiorno. Mohamed incarnava involontariamente la realizzazione del principe sul cavallo bianco sognato dalla maggior parte delle ragazze: bello, elegante nei gesti, fermo, sicuro e gentile nei gesti e nel pensare come nell’amare. E quel gesto impedì a Clara di far crescere il suo astio nei confronti dell’uomo che Nina frequentava.
Il suono insistente del campanello turbò il momento. Nina sbuffò qualcosa, poi disse qualcosa nell’orecchio a Mohamed e ordinò a Clara di assecondarlo in tutto e di non smettere né con le mani né con i movimenti delle labbra.
Rimase sorpresa nel trovarsi davanti Chiara.
Chiara si era decisa ad andare da Nina per comprendere l’atteggiamento della sera precedente. A Nina, Chiara, sembrava caduta dalle nuvole, di fronte ai suoi discorsi, alla sua lettura superficiale e banale si ritrovava combattuta tra la rabbia e l’incredulità. Come poteva negarle che le cose fra di loro erano cambiate e non certo a causa sua? Chiara continuava a negare a ripetere che lei era sempre la stessa, ma che aveva solo meno tempo, tra Mattia e lo studio. Nina si morse la lingua, quasi tentata di raccontare come il suo Mattia si fosse divertito con lei, ma si rendeva conto che l’avrebbe ferita inutilmente, se non voleva vedere che non vedesse!, pensò e disse “Se davvero non sei cambiata, se nulla fra noi è cambiato, vieni di là e dimostramelo!”.
Chiara la seguì e, avvicinandosi alla camera di Nina, sentì, sempre più chiaramente, gemiti di piacere. Clara, l’amica di Mattia era accovacciata tra le gambe di Mohamed mentre lui aveva la sua lingua tra le gambe di lei. Nina non era davvero cambiata, continuava a divertirsi nel creare situazioni tutt’altro che caste. Aveva ragione Mohamed, a definirla un delizioso demonio.
Nina la stava fissando, come in attesa di una sua mossa o un gesto. Chiara guardò di nuovo quei corpi che continuavano senza badar loro. Così le era sembrato a una prima lettura, ma soffermandosi su Clara percepì lo sguardo di lei, rivolto sempre a Nina. La cosa la fece sorridere. quella ragazza non era lì per divertirsi in sesso a tre ma per compiacere Nina. L’idea di Clara attratta o forse persa per Nina la eccitò tanto. Si avvicinò a lei che la guardava seduta sul letto vicino ai due. Le accarezzò leggera i capelli, si abbassò ed iniziò a baciarla. Nina le accarezzò le cosce, sotto la gonna, e si lasciò cadere distesa nel letto.
Chiara si sentiva felice, era sicura di aver riconquistato la sua Nina, ma si sbagliava di grosso.

(continua…)

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