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XXII.



Sdraiata, con le goccioline di acqua che le accarezzavano il corpo, Nina guardava il cielo e si chiedeva cosa stesse pensando Mohamed.
Erano un po’ di giorni che non si vedevano e l’idea di passare un giorno al mare non lo aveva entusiasmato come lei sperava.
Nina non riusciva più a capirlo. Non che prima le riuscisse, ma non si era posta più di tanto il problema. Anzi. Era sempre andata a dritto per la sua strada.
Da un po’ di giorni non era più così. Il suo sentire era cambiato improvvisamente, almeno così era sembrato a lei. Se prima si percepiva forte, adesso, per la prima volta avvertiva se stessa come fragile, dopo tanto tempo, con un uomo.
Nina aveva avuto molti uomini. Spesso si era trovata coinvolta, interessata, attratta, ma era la prima volta che si ritrovava così fragile. Aveva paura. Una paura che non conosceva, perché, sempre, lei, aveva sentito vivo, pulsante dentro di sé il suo potere. Lo aveva sentito anche nei confronti di Mohamed dal primo momento che lui l’aveva messo gli occhi addosso. Nina lo ricordava ancora. Sentiva su per la schiena salire quel brivido che tanto la eccitava e, adesso, sdraiata, sotto il sole, si chiedeva cose le stesse prendendo… come fosse possibile che tutto fosse cambiato, che dentro di lei si sentisse così persa …
“In acqua, Mohamed, si stava benissimo, sai?”
“Ah si?..”
“… si, era proprio quello che mi ci voleva… e…”
“… e..?..”
“ no, no, niente”
“Dai, Nina… che c’è?… Hai in mente una delle tue? Qualche voglia repressa?…”
“No, dai, nulla nulla…”, rispose lei, infilandosi grandi occhiali da sole e tirandosi su a sedere.
“Ieri sera sei uscita?”
“Si”
“Con Clara o con la tua amichetta Chiara?”
“Eddai! Finiscila, Mohamed”
“Uh! Una Nina nervosetta oggi, eh!”
“Mohamed per favore, smettila!”
“Cosa sei gelosa della tua amichetta?! Non te la si può nemmeno nominare?”
“Sai benissimo che non è così con Chiara! Sai benissimo come stanno le cose con lei!”
“Si, con lei e il suo Mattia, eh?!”
“Cos’è? Sei per caso geloso? Il tuo sangue mediterraneo ribolle tutto insieme, eh? Il pacato Mohamed mostra il suo lato egiziano, finalmente?”
“Si, geloso di te” Rispose lui con tono volutamente ridicolo.
Si sentiva ferita. Nina, non riconosceva più Mohamed. Era sempre stato di una dolcezza inimmaginabile, mai fatta di smancerie ma di gesti concreti e presenti. Sempre rassicurante. Sempre pronto a raccoglierla a sé e adesso sempre più pungente. Nina aveva quasi voglia di prender le sue cose e andarsene.
Si voltò dalla parte opposta a lui, con il viso, e fece un profondo respiro.
Si chiedeva cosa gli fosse preso e si chiedeva anche cosa le fosse preso a lei: si sentiva bloccata, con la sensazione di non saper più dove e come muoversi.
Aveva paura di perderlo. Ora che lo voleva solo per lei, temeva di perderlo.
Era tentata di chiedersi cosa avesse di tanto speciale da renderla così persa, irriconoscibile a sé stessa. Avrebbe desiderato un abbraccio di lui, spontaneo, una carezza o un tono complice.
Lo sentiva, invece, sfuggente. Assente.
“Che fai, eh Nina? Pensi alla tua amichetta, eh?”
Lo avrebbe preso a schiaffi.
Si alzò di scatto e si diresse sul bordo del molo a osservare l’incresparsi dell’acqua.
Si senti mancare il terreno sotto i piedi, qualcuno l’aveva spinta in mare, con occhiali e tutto.
Furiosa tornò a galla.
Mohamed era seduto sul bordo del molo, la guardava e rideva di gusto.
“Veloce, esca dall’acqua, signorina, che si è fatto tardi per me!”
Continuando a ridere, sguaiatamente.

(continua)

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