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4 dicembre
12,40
In attesa del Dott. Effe

E poi?
E poi c’è che io ho paura.


Ho paura.
Una fottuta paura di ciò che sarà, di ciò che mi attende.
Giudicatemi come sapete fare, no comprendetemi. Salite pure in cattedra, datemi pure dell’immatura, della scema, della bambina. Ciò che vi pare.

Feritemi con le vostre parole, giudizi, con la solita bella frasina fatta del dovete scuotermi.
Ma mi chiedo: chi siete per per scuotermi?
Da chi siete stati delegati o inficiati di tale ruolo nei miei confronti?
Il solo fatto di depositare qui i miei pensieri, le urla della mia anima, le paure della bambina che è in me, quella bimba non cresciuta che risiede in ognuno di noi? Solo perchè ho il coraggio o la fragilità di spogliarmi, vivisezionarmi, farmi trascinare dalle parole, seguirne il flusso, la corrente, percorrere il mio dolore, le mie paure, solo perchè non mi nascondo dietro ad altro, ma mi lacero, vi sentite in diritto  di giudicarmi, di darmi lezioni di vita? o della scema? o che devo crescere? che andrò poco lontano… che mi devo dare una mossa .. che non mi devo piangere addosso? Bene, fatelo. Adesso vi sentite meglio? Avete risolto qualcosa? Vi sentite migliori? Più realizzati? Siete più soddisfatti di voi?
Ottimo! Passate di qui, ogni mattina, ogni giorno, leggetemi, analizzatemi, fatevi la vostra bella idea di me, il vostro bel profilo.
Anzi divertitevi e fate divertire anche me! Postatelo nei commenti il bel profilo psicologico di questa zoe.

Che mi succede?
Che succede alla piccola dolce zoe?
Che non ne può più…
Di voi? No… non è esatto, non sarebbe nemmeno giusto, sono solo stanca e forse esaurita di quello che sto vivendo per un po’ di salute che non c’è e poi passare di qui e leggere alcuni commenti o pvt ….

io voi non vi conosco come voi non conoscete me. Ci conosciamo per delle parti che abbiamo deciso di condividere attraverso la parola scritta, niente di più…
Solo che io sono stanca, stufa, arrabbiata, annoiata, isterica e chissà quant’altro con certe persone o meglio dinamiche, ancora perchè tutto alla fine è lì, lo specchio di me, il riflesso di dinamiche mie…
Lo so. Lo so benissimo che devo lavorare su di me, ma so altrettanto bene che Amabilmente è un blog. Un semplice blog. Un piccolo blog. Un byte virtuale che amo come una mia creatura, da me nutrita e plasmata. Fatta di me, della mia mente, creatività, sogni, emozioni, fragilità, paure, fantasie, voglie di giocare, stuzzicare, provocare, distrarmi, nutrirmi, crescere…

Ma sempre un blog, un sito, una piccola parte di me, della mia vita che poi è anche  fuori da qui. Diversa da qui. E per questo mi spiace, ma sono stanca anche di chi si offende se non sono abbastanza presente nel suo virtuale come si aspetterebbe; lo vorrei, mi piacerebbe ma non ce la faccio … vorrei seguirvi tutti, nei blog, commenti, nelle email, nei pvt di Splinder, aNobii, ma tra emicranie e vita non so davvero come fare…
Ho provato a scrivere diversi post chiedendo scusa, anche su anobii, di più non so che fare… l’alternativa è perdere, chi non lo accetta… mi spiace…


Oggi la testa scoppia, io sono seduta in attesa del mio neurologo e scrivo così a ruota libera, senza preoccuparmi nè di forma nè di contenuto, devo far passare il tempo, l’attesa e posterò quel che sarà… se andrà bene bene altrimenti pace, perchè ho voglia di fare come mi pare!

©2007 *Krass62

e se va bene, bene altrimenti pace…
Tanto torniamo sempre lì: il giudizio, lo sparar sentenze…
ovvio non tutti, avrei chiuso baracca e burattini, ma chi ha orecchie intenda, ma io mi chiedo: invece di salir in cattedra, di sparare giudizi, fare terapie d’urto, di nasconderci dietro l’ipocrisia semplicistica del dire un amico è colui che ti dice anche le cose che fanno male.
Intanto non siamo amici, perché l’amico, quello con "A" io stento a riconoscerlo tra chi frequento nella vita di tutti i giorni, c’è una bella sintonia, empatia con molti di voi, forte, sentita, ma non è amicizia… non basta… non siete psicologi e se lo siete non mi avete in terapia 😉 poi io sono dell’opinione che quando uno ti vuole scuotere poi sta lì con te, si prende la responsabilità del suo gesto, non è che ti da una bella spinta giù dal burrone e poi ti saluta … ecco allora questa tanto ostentata terapia d’urto alla fine più che un modo per aiutarti mi sembra una modalità per ostentare il proprio potere o meglio la propria superiorità… magari mi sbaglio… sbaglio talmente tante volte che…

… che ci sarà sempre motivo per giudicarmi, darmi contro, ma a che mi servirà? a ferirmi?… non sarebbe più costruttivo per me, ma forse per tutti, un dialogo, una critica? un motivare quello che non condividete di ciò che vi arriva, di ciò che vi trasmetto?  invece di una frase secca fine a sé stessa?…

Dirmi che una cosa è bella o brutta, giusta o sbagliata non mi serve a niente, spiegarmi perché lo è secondo voi, forse mi aiuta a capire, a crescere e a far meglio…

Il giudizio non permette di progredire.
(cit. wikipedia)




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