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è un non riconoscersi
anche se sai

Sai che non è
un tuo essere nuovo

Ti sta succedendo di nuovo
è un sapore amaro
rancido
già deglutito
vomitato

Non passa
anche se vorresti
Anche se ti ripeti che passerà

è nube nera
nebbia
pianta carnivora
sabbia mobile

Che non perdona

Cerchi rassicurazioni
pensieri belli

Ma non serve
il buio
oscura tutto
il gelo
spegne calore

Strazia l’anima
le grido di nascondersi
-almeno lei-
ma non serve

Se oltremodo impura
è già logora di sé

nascosta tra spiragli
di luce
si vede alternare

Momenti di stupefacente ilarità
e fibrillante gioia
a oscure grida da inferi sconosciuti
provenienti da meandri
del proprio sé
più nascosto e impenetrabile

Dove tutto pare inaccessibile
e incomprensibile
dove risiede
quella tua irrazionalità
che celiamo pure a noi stessi
e le volgiamo le spalle
fin quando ci è concesso

Una profondità inutile
fatta di disperazione e grida
di dolore
strazio
e tormento
un luogo irrazionale
dove la mente,
se vi accede, ne viene
contaminata
e se per troppo tempo vi danza
ne perde per sempre
la via del ritorno

I tuttologi hanno ricette facili
semplici

Loro non sanno
non conosco

Parlano sproposito.
Fortunati.

Dipingo il cielo di nero
Lacrimo sangue e inchiostro.
Semino apatia.
Rispondo picche.
Disegno nuvole.

Ucciderei la mia mente.
Sogno papaveri.
Desidero pesche.

Immagino candido bianco


 

Manogi III by *Cristel-m

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