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L’amico che dorme

Che diremo stanotte all’amico che dorme?
La parola più tenue si sale alle labbra
dalla pena più atroce. Guarderemo l’amico
le sue inutili labbra che non dicono nulla,
parleremo sommesso.

La notte avrà il volto
dell’antico dolore che riemerge ogni sera
impassibile e vivo. Il remoto silenzio
soffrirà come un’anima, muto nel buio.
Parleremo alla notte che fiata sommessa.

Udiremo gli istanti stillare nel buio
al di là delle cose, nell’ansia dell’alba,
che verrà d’improvviso incidendo le cose
contro il morto silenzio. L’inutile luce
svelerà il volto assorto del giorno. Gli istanti
taceranno. E le cose parleranno sommesso.

Cesare Pavese

A P. sempre

©2008 ~julie-rc

Il freddo

non gela

il cuore



Il tempo

non placa

il dolore


Il tutto
si fa
silenzio

Tace
lasciando echi
lontani

Fuori
tutto è immobile
di continuo
movimento

Dentro
Fa freddo
Lui non c’è
più

Mi manca

I suoi occhi
il suo sorriso
il suo pensare

è cenere

Quando
doveva
esser vita

La morte non ha pietà

Ti sceglie
e ti porta via

A chi ti ama
A chi ti odia
A te stesso

Alla vita

Svanisci
in un soffio

Ti volatizzi dal cuore di chi…
e resti indelebile in quello di chi…

In un soffio
svanisci

Con l’aria ti mescoli
e diventi
vento

Ma manchi
come l’aria

Ma manchi
come tutto

Come niente

Come solo
tu

E tutto
sembra, così
irreale

Dolorosamente irreale

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