fermare il tempo interiore
per cercarsi
senza trovarsi
è il desiderio che attanaglia
lo stomaco
già contratto

La brezza marina
da estati non vissute
inizia a farsi
desiderio vitale
soffocante

l’amato settembre
alle porte
mi risveglia
sogni
mai sopiti
e smuove
energie
dimenticate

stanca di me
annoiata
da tutto

rifiuto il dolore
dolente
di emicranie
ormai
degenerate

E
senza taciti
accordi
suono
fotografiche
stridenti sinfonie

nuove letture
ambisco
dentro me

nuovi punti di vista
per rivivere
il vecchio
come nuovo.

non voglio buttare
ciò che amo
ma solo
aereggiare
come una casa al mare
da troppo tempo
chiusa.

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