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Ti telefono

Mi manchi
sei assente

A casa
Da un po’ di giorni

Non stavi bene
Forse ti eri fatto male
alla gamba,
alla caviglia
Soltanto

Felice ti chiamo

Ti vedo rispondere

Non sei cambiato
Sei sempre lo stesso
Come il tempo dell’amicizia
non cambia

Non ci cambia

Tutto intorno è buio
Un buio invernale
Fatto di castagne e fuoco

Sorridi, come solo tu sai. Sapevi.
Fa male.

Come stai?

Bene, ora bene
mi dici

Sei sicuro?
insisto

Si, dai. è passato.
Il peggio è passato
mi dici

Non mi sembra vero

Vengo a trovarti!
Subito, appena posso

Mi dici che non importa, che ora sta bene
Ti dico che è uguale, che non m’interessa
voglio venire lo stesso da te

Mi manchi, ho voglia di vederti
raccontarti

Torno al lavoro

Felice
Forte

Il mio viso
è di nuovo il
mio

Prima dei farmaci

Maledetti deformanti
farmaci

Il mio mento
più appuntito

i miei zigomi

Ho un abitino leggero
con fiori piccoli

mi sento bella
mi risento me

Oggi è un giorno
meraviglioso

Sono di nuovo me

Niente emicranie
non più deformata
vedrò te

Sono felice

Chiudo gli occhi

respiro

Gli apro
sono nella mia stanza
nel mio letto

Maledetta notte
puttana di un sogno

Crudele notte puttana
che ti vendi
svendi
per agghiaccianti illusioni
trasformando il dolore
in crudele vampiresca realtà

Tra poco meno di un mese
un altro anno
si aggiungerà alla tua
morte
indecifrabile mancanza di me
fatto di indimenticabile
unicità

fa freddo, sempre di più


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